Scopri il Teatro
Dalla Caserma della GIL al teatro all’italiana: un viaggio nell’architettura, nella storia e negli spazi del Teatro Comunale di Latina.
Un Teatro, una storia, una città
Il Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio” racconta una parte importante della storia architettonica e culturale di Latina.
La sua storia si intreccia con quella della città, fondata nel 1932 e caratterizzata fin dalle origini da un impianto urbanistico nel quale architettura, spazi pubblici ed edifici collettivi concorrono a definirne l’identità.
Tra i protagonisti di quella stagione vi fu l’architetto Oriolo Frezzotti, autore di alcuni degli edifici e degli spazi più rappresentativi della città. È proprio da un edificio progettato da Frezzotti nel 1942 come Caserma della G.I.L. – Gioventù Italiana del Littorio che prende avvio la storia del complesso nel quale oggi ha sede il Teatro Comunale.
Il progetto originario prevedeva una grande piazza porticata di collegamento tra Corso Umberto I e l’attuale Corso della Repubblica. La guerra ne impedì il completamento e il complesso conobbe, nel corso dei decenni successivi, usi e trasformazioni differenti.
Da edificio storico a polo culturale
Tra gli anni Settanta e Ottanta, su iniziativa dell’Amministrazione comunale e del Sindaco Nino Corona, maturò la scelta di trasformare l’edificio in un vero e proprio polo culturale per la città.
L’architetto Adolfo Antonelli elaborò il progetto di recupero, riprendendo l’impianto del teatro preesistente nel cortile e i disegni esecutivi di Frezzotti e reinterpretandoli secondo la tradizione del teatro all’italiana.
La trasformazione ha dato vita a un complesso culturale articolato, capace di conservare elementi della struttura storica e, allo stesso tempo, di rispondere alle nuove esigenze dello spettacolo e della vita culturale della città.
Oggi il complesso ospita il Teatro Comunale e altri spazi destinati alle attività culturali, espositive, formative e amministrative.
La Sala
Il cuore del D’Annunzio è la Sala Grande, oggi configurata per accogliere 720 spettatori, distribuiti tra platea, palchi di platea, galleria e palchetti laterali.
La sala riprende l’impostazione tradizionale del teatro all’italiana e crea un rapporto diretto tra pubblico e palcoscenico.
Il foyer d’ingresso, con la biglietteria e gli spazi di accoglienza, rappresenta il naturale punto di incontro tra il Teatro e la città e costituisce oggi anche uno spazio culturale autonomo, utilizzato per incontri, presentazioni, iniziative ed eventi.
Architettura e dettagli
Entrare al D’Annunzio significa scoprire anche un patrimonio di forme, materiali e dettagli architettonici.
La sobrietà dell’esterno lascia spazio, all’interno, a un ambiente che richiama la tradizione dei grandi teatri italiani.
Marmi e materiali di pregio scandiscono atri e foyer: verde valdostano, rosso di Verona, granito e travertino si alternano nei pavimenti e negli elementi architettonici.
Le pareti e numerose finiture sono caratterizzate dalla presenza del legno, mentre le lampade del foyer sono realizzate in vetro di Murano e quelle delle sale in vetro soffiato.
Le sedute, rivestite in velluto rosso, contribuiscono a definire l’identità visiva della sala e richiamano una lunga tradizione teatrale nella quale estetica, comfort e funzionalità si incontrano.
Il palcoscenico
Dietro il sipario vive una macchina teatrale complessa.
Il D’Annunzio dispone di un palcoscenico progettato per adattarsi a differenti tipologie di spettacolo e caratterizzato da una significativa flessibilità scenica.
Il palco comprende un avanscena fisso e una parte mobile composta da cinque piattaforme articolabili, azionabili elettricamente o manualmente.
La struttura dispone inoltre di una fossa orchestrale mobile, che può raggiungere una superficie di circa 80 metri quadrati ed essere utilizzata per ospitare un’orchestra numerosa.
Queste caratteristiche consentono al Teatro di accogliere non soltanto spettacoli di prosa, ma anche concerti, musical, danza e produzioni caratterizzate da allestimenti scenici più complessi.
Il boccascena
Uno degli elementi architettonici più significativi è il boccascena, l’apertura che mette in relazione visiva la sala e il palcoscenico.
Progettato secondo le proporzioni caratteristiche del teatro all’italiana, presenta una larghezza di circa 11,20 metri. Le sue proporzioni sono state studiate per garantire una buona visuale anche dalle zone più lontane della platea e dalle gallerie e per consentire l’allestimento di scenografie articolate.
È il punto nel quale architettura e spettacolo si incontrano: la soglia attraverso la quale, ad ogni apertura del sipario, il Teatro prende vita.
La chiusura e la rinascita
Nel 2015 il Teatro venne chiuso per ragioni legate all’agibilità e alla sicurezza della struttura.
Dopo circa sette anni, il 18 dicembre 2022, in occasione del novantesimo anniversario della fondazione della città, il Teatro D’Annunzio ha finalmente riaperto le proprie porte al pubblico.
Dal 2023 è ripresa stabilmente la programmazione e si è progressivamente sviluppato un nuovo percorso di crescita del Teatro, accompagnato dall’ampliamento dell’offerta culturale e degli spazi messi a disposizione della città.
Il 10 ottobre 2025 un nuovo segno ha reso ancora più riconoscibile il D’Annunzio nello spazio urbano: l’installazione della scritta con il nome del Teatro sul suo ingresso principale.
Il D’Annunzio oggi
Oggi il Teatro Comunale “Gabriele D’Annunzio” non è soltanto il luogo nel quale assistere a uno spettacolo.
È uno spazio aperto alla città.
Prosa, musica, concertistica, danza, musical, comicità, teatro ragazzi, incontri culturali ed eventi speciali convivono con attività formative, progetti dedicati alle scuole e alle nuove generazioni e iniziative realizzate insieme alle realtà culturali e associative del territorio.
Un Teatro che custodisce la propria storia ma guarda al futuro.
Un luogo da conoscere, attraversare e vivere.
Il Teatro della città.