Descrizione
“Io, Charles” è un aondo teatrale nel magma incandescente di “Donne”,
romanzo fiume di Charles Bukowski, senza trama ma guidato da una
forza primordiale: l’ossessione erotica, il delirio alcolico, la necessità
vitale di naufragare. In scena prende corpo un aresco umano disperato
e grottesco, popolato da relazioni esasperate, donne libere e indomabili,
e un protagonista – Henry Chinaski – che si muove tra cinismo e
fragilità, brutalità e disarmo. La drammaturgia costruisce un doppio
racconto: da un lato il caos pulsionale, la sessualità come campo di
battaglia e sopravvivenza, la violenza reciproca che genera e consuma;
dall’altro una tensione metafisica verso l’assoluto, l’amore come forza
demoniaca, ineluttabile, che brucia tutto ciò che incontra. In questo
mondo alla deriva – tra bar di periferia, camere in atto e corpi consunti
– Lydia Vance non è solo la compagna gelosa e furente, ma la porta
d’accesso a una galleria di archetipi femminili che incarnano ogni
possibile declinazione del desiderio e della resistenza. La guerra tra i
sessi qui si fa paritaria, feroce, perché ogni relazione è una sfida
all’annientamento e insieme un appiglio alla vita. Henry, interpretato su
tre registri – crudo e scurrile, intimo e complice, oscuro e abissale –
diventa specchio di un’umanità allo stremo, che tenta di rispondere alla
morte con l’eccesso, alla finzione del reale con l’autenticità del dolore.