Descrizione
Una campionessa. Un fulmine a ciel sereno. Un nipote “diversamente
normale”. Fortunato. Fortunati entrambi, zia e nipote. Fortunato
sicuramente chi li incontrerà sul proprio cammino. C’è un disegno
segreto secondo il quale chi può, chi è già all’altezza deve motivare gli
altri, con il proprio esempio, spingerli a tirare avanti sorridendo, a segnare
il goal della vita, a vincere le proprie gare, le proprie battaglie. Un danno
o un dono? Fa rabbia anche solo pensare di dover subire una
menomazione, la disabilità e l’handicap, per poter capire cosa sia la vita e
cosa ci si stia dentro a fare. “Abbiamo davanti un bicchiere pieno e non
beviamo, distratti dall’idea di una vita eterna.” Siamo macchine perfette, a
prescindere, piene di risorse inaspettate, in grado di fare mille cose che
non sapevamo, anche e soprattutto dopo una dolorosa “sottrazione”.
L’assenza ha un peso che può far sprofondare o volare. I veri campioni
sanno scegliere la seconda e ‘fiorire’ in volo. Con gioia e slanci
impensabili. Chapeau. Un monologo che consola, restituisce speranza,
trasmette voglia di vivere, traccia la via. Un inno alla Vita.